Ricercare informazioni in rete


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Il problema che si riscontra in qualsiasi ambiente troppo ricco di informazione, è da sempre quello relativo al reperimento del dato pertinente. Questa difficoltà è evidente anche in Internet. In rete, infatti, esistono informazioni riguardo qualsiasi argomento, ma non è così facile riuscire a sapere dove esse siano esattamente collocate. Inoltre bisogna stare molto attenti al fenomeno dell'over loading, quando si aprono troppe pagine, che ci distraggono dalla nostra ricerca iniziale.
La ricerca su internet è una operazione complessa, che richiede un uso consapevole di strumenti diversi. Essa può essere effettuata tramite i motori di ricerca (search engines) o attraverso gli Indici di Rete (internet directories) :

  • Motori di ricerca: (strumenti di veloce consultazione e accessibili tramite WWW) sono programmi che consentono di cercare fonti attraverso la digitazione di una o più parole chiave (keyword) nel SEARCH BOX della home page del motore di ricerca; il risultato sarà una lista di indirizzi delle pagine che contengono la keyword digitata. Le pagine di solito sono ordinate in funzione del numero di occorrenze che contengono, non sono divise in categorie, ma presentate sottoforma di elenco, con un breve sommario (in genere il titolo e le prime righe), in base al quale si potrà effettuare la ricerca e la selezione dei siti utili all'obiettivo della ricerca.

  • Indici di Rete: sono invece delle pagine in cui sono contenuti gli indirizzi divisi per categoria,come per esempio nelle "pagine gialle" del telfono. E’ necessario dunque, scegliere la categoria cui si è interessati e ciccare sul link. A questo punto si riceverà un elenco di siti con i relativi titoli.In genere i siti sono inseriti su segnalazione dell'autore o dei singoli utenti. A volte l'indice di inserimento può essere gratuito mentra altre volte richiede il pagamento di una quota.


Sebbene concettualmente gli indici di Rete e i motori di ricerca siano abbastanza diversi, di fatto, si assiste ad una tendenza verso l'unificazione, per cui i motori di ricerca offrono anche una divisione in categorie e gli indici di Rete permettono anche ricerche per parole chiave.
Non esistono indici completi di tutti gli indirizzi Web esistenti, devono essere costantemente aggiornati da chi li usa.
La ricerca può essere ottimizzata attraverso l'utilizzo degli operatori booleani. Si tratta di quattro operatori principali : AND, OR, AND,NOT e NEAR che permettono di affinare la ricerca.
AND
Permette d ricercare due o più parole chiave e non solo una di esse considerata singolarmente. (puo' essere sostituito dal segno + piu').
OR
Permette di ricercare vari termini che abbiano più o meno lo stesso significato. (puo' essere sostituito dal segno + piu').
NOT
Questo comando esclude le sottocategorie di alcuni gruppi di parole. ( puo' essere sostituito del segno - meno).
NEAR
Questo comando restringe ulteriormente il campo di ricerca, i termini da ricercare devono trovarsi ad certa distanza stabilita dallo stesso motore di ricerca.
Vengono utilizzati anche l'asterisco e le virgolette; l'asterisco sostituisce lettere o parole, le virgolette circonda un insieme di parole da considerare come una frase.
Tuttavia se si volessero effettuare ricerche più approfondite si dovrebbe ricorrere anche ad altri utensili. Una fonte preziosissima di informazioni sono ad esempio i gruppi di discussione, chiamati in inglese “FORUM o NEWSGROUP”.
Tramite alcuni sistemi di ricerca come FINGER è possibile conoscere il nome di una persona alla quale è associato un determinato indirizzo e-mail. In ogni caso, prima di inserire il proprio indirizzo in un archivio è bene accertarsi sulla tutela dei propri dati personali.
La rete e' enorme e cresce sempre di piu'. E' lenta. Cambia in continuazione. Gli indirizzi cambiano in continuazione. Un documento che ieri si leggeva senza problemi, oggi e' di difficile accesso o viceversa. I consigli validi per chi accede a Internet da Milano non valgono per chi accede da Bari, etc,etc



I più importanti motori di ricerca


Il motore di ricerca più importante è indiscussamente YAHOO!(è stato il primo motore di ricerca e tuttora è ai primi posti dei siti più visitati),il quale è in continua lotta con il più giovane concorrente GOOGLE, che in breve tempo è riuscito ad affermarsi come motore di ricerca sempre pronto a rinnovarsi. Bisogna fare però una precisazione Yahoo non è un vero e proprio motore di ricerca, bensì un indice di rete, cioè come già accennato un elenco di siti web suddiviso per argomento. Yahoo classifica solo i siti a lui segnalati manualmente attraverso una specifica funzione sul sito. La strutturazione dei siti su Yahoo avviene attraverso delle categorie organizzate “ad albero”, ciò permette agli utenti di ottenere agevolmente una suddivisione dei siti per tipologia, isolando solo quelli relativi allo specifico argomento di proprio interesse.
Differente è invece il funzionamento alla base degli altri motori di ricerca che scandagliano continuamente l’intero web attraverso specifici software acquisendo tutte le pagine non ancora presenti nei loro archivi.
In Italia i principali motori di ricerca sono Arianna,Virgilio e il neo-nato Il Trovatore.




I Motori di Ricerca (search engine) sono la risorsa principale a disposizione dell'utente per la ricerca di informazioni su Internet. Essi sono dei grandi archivi di dati, che contengono delle informazioni dettagliate su un gran numero di pagine Web.
L'inserimento delle pagine Web negli archivi dei motori di ricerca, può avvenire in due modi:
· La registrazione manuale da parte dell’utente;
· Automaticamente attraverso un particolare software che riesce a visitare tantissimi siti Web al giorno, inserendo le nuove pagine ed aggiornando le informazioni su quelle già censite.
Per ogni pagina Web censita, i motori di ricerca memorizzano gran parte del testo in essa contenuto, in modo tale da presentare all'utente una lista delle pagine Web dove figurano le parole che le interessano ai fini della sua ricerca. L'utilizzo dei motori di ricerca è molto semplice. Essi consentono,soprattutto se si hanno le idee chiare, di ricercare parole, combinazioni di parole o frasi , nelle pagine Web.
La parola ricercata ,una volta trovata, viene inserita in un elenco ipertestuale di pagine Web ordinate, generalmente, in base al numero delle occorrenze dei termini digitati nella stringa di ricerca.
Qui di seguito vi è riportato un elenco dei principali motori di ricerca che più si utilizzano per le ricerche e che forniscono l'accesso diretto ai loro siti ed alle pagine di Help. In quest’elenco vengono riportate due risorse importanti che possono dare un’idea sull’evoluzione degli strumenti di ricerca per parola;
Vivísimo e Copernic
AltaVista
FinderSeeker: un motore per cercare i motori
Google
Northern Light
Vivísimo: tra un motore ed un metamotore
Copernic: un software come metamotore
Dopo aver selezionato la parola,e dopo che il motore di ricerca ce l’ha trovata, il primo problema in cui ci si imbatte è quello di trovare le pagine che davvero collimano con la richiesta iniziale. E se da una parte il modo con il quale si immettono le parole chiave è determinante; dall'altro è evidente come fra le pagine Web coerenti con gli interessi della ricerca, siano presentati anche documenti non attinenti; vale a dire: di informazioni in Internet ce ne sono fin troppe, il problema è trovarle!In ogni caso un uso adeguato dei motori di ricerca consente di orientarsi in questo mare di informazioni .Una caratteristica essenziale dei motori di ricerca è che il loro uso è totalmente gratuito.La ragione sta nel fatto che nelle pagine che vengono presentate all'utente, compaiono degli annunci pubblicitari (i cosiddetti banner) attraverso i quali le società che gestiscono i motori di ricerca traggono i loro ricavi.Il grosso problema di un qualsiasi sistema che contenga troppe informazioni è sempre stato quello di renderle recuperabili. Su Internet, questo problema è già esploso: probabilmente esistono in rete informazioni riguardo a praticamente qualsiasi argomento, ma non è così facile riuscire a sapere dove sono memorizzate.


Bibliografia:
Antonella Elia
Inchio stro digit@le


I termini di ricerca


I termini di ricerca sono la chiave attraverso cui è possibile ottenere buoni risultati nelle ricerche effettuate.
Si tratta di individuare quelle parole che, più di ogni altre, sono presumibilmente presenti nei testi attinenti gli argomenti di interesse. Alcune volte non è facile trovare le parole giuste, ma la continua pratica ed un buono spirito di osservazione possono portare a risultati eccellenti.
La prima regola è focalizzare l'argomento di interesse. Non è sufficiente determinare l'oggetto da cercare, ma anche il contesto in cui l'oggetto va preso in considerazione (abbiamo utilizzato la parola "oggetto" come sinonimo di "argomento").
Ad esempio se si cerca una casa di villeggiatura per l'estate, non è sufficiente indicare come termine di ricerca la parola "casa", in quanto darebbe origine a risultati troppo generici. Invece, è opportuno aggiungere ulteriori termini, che ci permettano di affinare la ricerca ed ottenere risultati maggiormente inerenti l'argomento di nostro interesse.
Nel nostro esempio, un termine aggiuntivo potrebbe essere "vacanze" o "vacanza", così come potremmo specificare "affitti" per selezionare solo le pagine web che trattano gli affitti e non la compravendita o la multiproprietà di immobili.
Possiamo continuare ad affinare la ricerca indicando un contesto geografico, specificando che la casa che cerchiamo dovrà essere in una città o regione o nazione o continente ben preciso.
Allo stesso modo, è conveniente indicare un contesto temporale, aggiungendo i termini "estate 2011" o "agosto 2011" per selezionare solo periodi specifici.
Generalizzate ed estendete i concetti appresi nel nostro esempio a qualunque oggetto di ricerca, ed otterrete buoni risultati.


webliografia: http://www.motoricerca.info/articoli/come_cercare.phtml

Come ottimizzare la ricerca

I motori di ricerca offrono l'opportunità di ottimizzare l'esplorazione della rete. Imparando la sintassi della ricerca possiamo effettuare interrogazioni più sofisticate. L'uso della ricerca dipende dall'abilità nel ritrovare le parole chiave giuste e nell'utilizzare gli operatori logici idonei.
Quasi tutti i motori di ricerca offrono alcune possibilità standard che permettono di migliorare l'efficacia delle ricerche. Normalmente, se si inserisce più di una parola chiave, il motore restituirà i documenti che contengono anche solo una delle parole indicate, presentando in cima alla lista le pagine che ne conterranno un numero maggiore, o che le contengono in posizione più evidente, ad esempio nel titolo della pagina. Per tale motivo è opportuno, in fase di ricerca, inserire più sinonimi piuttosto che un solo termine. Le parole inserite nella casella di ricerca non hanno tutte la stessa importanza; per questo motivo quasi tutti i motori permettono di far precedere le parole dai simboli + e -; le parole precedute da + si intendono obbligatorie e le pagine che non le conterranno saranno automaticamente escluse; le parole precedute da - si intendono vietate e saranno selezionate soltanto soltanto le pagine che non le conterranno.
Se la parola da cercare è una parola composta, cioè formata da due termini, per esempio "bed & breakfast", dobbiamo raccogliere tra virgolette le due parole. In questo modo, soltanto le pagine in cui le due parole sono accostate saranno selezionate.
Molti motori permettono di utilizzare il carattere jolly * per indicare una qualsiasi lettera o gruppo di lettere. Ad esempio, una ricerca per parol* selezionerà le pagine che contengono "parola", "parole", "paroliere" ecc. Questa opzione può essere utile per includere, ad esempio, sia il singolare sia il plurale dei termini. D'altra parte, va usata con molta cautela, in quanto potrebbe allargare il campo di ricerca a dismisura, rendendo la ricerca inefficace.


Bibliografia:
Antonella Elia
Inchio stro digit@le


La storia di google

Googl è un motore di ricerca che non si limita a catalogare il word wile web, ma si occupa anche di immagini, foto, notizie, mappe, video, oltre a mantenere una copia cache di tutte le pagine che conosce.
Con un indice che comprende più di otto miliardi di pagine è riconosciuto come uno dei più importanti e grandi motori di ricerca.La popolarità
di Google è talmente grande che nella lingua inglese è nato il verbo "to google" col significato di "fare una ricerca sul web". Allo stesso modo in tedesco è nato il verbo "googeln" con lo stesso significato, e in Italia il verbo "googlare" (pron: guglare) o googolare (pron: gugolare). La parola "Google" deriva da googol, termine coniato da Milton Sirotta (nipote all'epoca minorenne el matematico statunitense Edward Kasner) nel 1938, per riferirsi al numero rappresentato da 1 seguito da 100 zeri. L'uso della parola fatto da Google riflette la volontà della società di organizzare l'immensa quantità di informazioni disponibili sul Web. Il termine viene inoltre associato con un gioco di parole all'inglese goggles, binocolo, appunto perché il motore permette di "guardare da vicino" la rete. La parola Google richiama inoltre una fantomatica formula magica; riguardo alla derivazione della formula esistono tesi opposte e contrastanti, ma la più comune la attribuisce ad una popolazione africana che la usava come buon auspicio per la caccia. Google utilizza un parco macchine con più di 450.000 computer per rispondere alle ricerche e catalogare il web. Grazie a questa enorme potenza di calcolo, Google è in grado di effettuare una ricerca su milioni di pagine Web in alcuni millisecondi, di indicizzare un elevato numero di contenuti ogni giorno, di fare molti mirror e istanze dello stesso processo informatico su più server.
Per quest'ultimo, il fatto che Google sia il sito più visitato del Web , e il numero contemporaneo di richieste che arrivano da più utenti, non rallentano l'efficienza di queste ricerche. La catalogazione è fatta da un programma (googlebot) che richiede periodicamente nuove copie delle pagine web che conosce. I link in queste pagine vengono esaminati per scoprire nuove pagine e aggiungerle nel database. Il cui indice insieme alla cache, occupa milioni di terabyte.


Webliografia
http://it.wikipedia.org/wiki/Google

Come ricercare indirizzi e-mail in rete


Attualmente non esistono sistemi che permettono di trovare un indirizzo e-mail associato al nome di un utente.Si ha comunque la possibilità,attraverso uno specifico dominio di Rete,trovare queste informazioni.Tale servizio viene offerto da FINGER,il quale permette di fare questo tipo di ricerca.
Attualmente nel nostro bel paese,l'operatore telefonico nazionale,LA TELECOM,ha messo a disposizione un servizio denominato MALLORY,il quale permette di associare il nome di un utente con la ricerca del suo indirizzo e-mail.
Bisogna preventivamente,leggere le postille che riguardano LA POLITICA DI GARANZIA SULLA PRIVACY,onde evitare di ricevere la cosìdetta "junk mail"


Bibliografia:
INCHIOSTRO DIGITALE
tecnologie e scienze umane:
scrivere,comunicare,insegnare con i nuovi media
Antonella Elia




Qualche consiglio utile


Ciò che possiamo intuire dalla lettura delle righe soprastanti, è che ricercare le informazioni in rete è un tipo di operazione che va svolta in maniera precisa per restringere al massimo il campo di ricerca e trovare in breve tempo le informazioni desiderate.Possiamo quindi creare un piccolo schema riassuntivo per la ricerca di informazioni :
  • Se si desidera solo un primo orientamento, per dedicarsi in seguito a ricerche più specifiche, è opportuno consultare un virtual reference desk¹ generale;
  • Se si conosce già qualche informazione generale, occorre procedere con una ricerca più precisa affidandosi quindi all'inserimento di parole chiave (KEY WORDS), oppure al restringimento del campo di ricerca utilizzando comandi come AND, NOT, OR, ecc...;
  • Se si cercano informazioni a proposito di un preciso tema, conviene consultare un indice per argomento, grazie al quale l'utente è in grado di trovare diverse risorse inerenti al tema prescelto;
  • Consultare un buon indice per parola, può rivelarsi talvolta la via più breve per "soddisfare" la vostra ricerca;
  • Se un link vi porta su una pagina non esauriente (a vostro giudizio), potete provare ad accorciare l'URL eliminandone il segmento successivo all'ultimo slash (/),rimanendo così nell'ambito dello stesso sito;
  • L'ultima risorsa che vi rimane è la navigazione "a vista", che consiste nel seguire i link che a vostro giudizio sembrano più pertinenti o adatti al tema in questione;ma questo metodo si rivelerà essere il più dispendioso in termini di tempo.


¹Proprio come le sale di consultazione delle biblioteche "reali" questi reference desk virtuali raccolgono, ordinano e talvolta valutano e commentano le principali fonti informative e i più utili strumenti di ricerca disponibili in rete.

Operatori principali di ricerca

George Boole, matematico inglese e padre della moderna logica simbolica, ha dato il nome agli operatori booleani che sono utile a rendere più efficace la ricerca all'interno dei motori. Possiamo individuarne quattro principal: AND, OR, AND NOT e NEAR. che ci permettono di restringere e affinare la ricerca nel particolare. Nello specifico l'operatore AND (in alternativa al segno più) lo utilizziamo se vogliamo ricercare entrambe le parole digitate, anteponendo quelle più importanti. L'operatore OR, invece, allarga il campo della ricerca in quanto si concentra su diversi termini. Il terzo operatore, NOT, ci consente di escludere delle sottocategorie di documenti ai quali non vogliamo accedere. Infine NEAR, funzionante similmente ad AND, garantisce un restringimento ulteriore del campo di ricerca stabilendo che i termini vengano individuati ad una distanza stabilita.


E se invece cercassi un software?


Se in rete si cercano programmi applicativi la risposta sono i siti FTP,che sono dei computer sui quali è installato un server che usa come protocollo l'FTP (File Tansfer Protocol).
Il protocollo FPT è nato prima dell'HTTP ed è stato studiato per lo scambio di file binari o di testo.
Gli Hard disk di questi computer sono organizzati in modo normalissimo,ovvero suddivisi in directory e sotto-directory divise per argomento (pubblico,windows,dos, ecc ecc).
Per connettersi a questi siti basta scrivere l'URL del sito,sostituendo FTP al classico HTTP.
Il numero di siti FPT,e l'enorme quantità di programmi che essi contengono rende molto lunga la ricerca dei software che ci interessano,ci sono dunque strumenti che ci aiutano come ad esempio ARCHIE o FTPSearch.


Bibliografia:
Inchiostro digit@le
Antonella Elia



I Metamotori


I metamotori sono risorse che effettuano ricerche multiple interrogando, contemporaneamente, più motori di ricerca e sintetizzandone i risultati in un unico elenco. Alcuni elencano i risultati delle ricerche suddividendoli per motore interrogato, altri li presentano tutti insieme. Non hanno, quindi, spider, quelli che girano la Rete costruendo una base dati di proprietà, ma utilizzano il lavoro svolto da altri motori di ricerca.
Grazie ad accordi stipulati con le risorse che interrogano, possono usufruire di accessi privati ai loro database e ciò consente ai meta-motori di avere tempi di risposta all'interrogazione degli utenti abbastanza rapidi.Oltre alla pubblicità nelle pagine dei risultati il meta-motore sopravvive spesso grazie all'inserimento di alcuni link a pagamento, risultati che sono forniti da motori Pay-per-Click.
I meta-motori usano visualizzare i risultati senza processarli oppure operando un'analisi e fornendo un'interpretazione personale, creandone una lista unificata (tipologia sicuramente più raffinata e interessante della prima, in cui potremmo ritrovarci una grande quantità di link appartenenti allo stesso sito, specialmente in occasione di query popolari e per quelle più generiche, evidenzando le pecche di una ricerca nell'agglomerato ridondante dei database dei diversi search engine.)
Il vantaggio nell'usare questo tipo di risorse per la ricerca, in cosa consiste? Sicuramente nel campo di azione della ricerca stessa, infatti ogni motore di ricerca ha il proprio database formato da un certa percentuale di tutte i file della Rete, quindi interrogando simultaneamente più motori di ricerca la nostra azione coinvolgerà una percentuale maggiore della Rete, rispetto ad una interrogazione sola, facendoci risparmiare il tempo necessario a consultare ogni singolo motore.
Ma ancora, può essere interessante per chi utilizza i motori per l'indicizzazione e il posizionamento avere in un sol colpo e rapidamente una visione d'insieme di come gran parte della Rete affronti l'argomento della query digitata. Quindi anche quali motori sono più vulnerabili allo spamming.
Nella realtà di tutti i giorni un buon meta-motore potrebbe garantire la visualizzazione della crema dei risultati, il meglio dei risultati più pertinenti, invece capita non di rado che amplifichino l'inadeguatezza degli algoritmi di alcuni motori, generando risultati pessimi. Questo dipende direttamente dalla qualità dello stesso meta-motore, che sceglie quante risorse dedicare all'analisi dei risultati dei singoli motori ed alla aggregazione di questi dati per fornire i suoi risultati.
Il vantaggio dell'utilizzo di un metamotore risiede, quindi, nella possibilità d'interrogare simultaneamente le basi documentarie di più motori.Come svantaggio dobbiamo evidenziare la mancanza diffusa di strumenti per la ricerca avanzata, presenti invece nei singoli motori e che permettono a quella bassa percentuale di navigatori che ne fa uso di affinare velocemente le ricerche.
Forniamo i link ad alcuni tra i principali metamotori:
MetaCrawler
Dogpile
C4 TotalSearch Technology
CNET Search.com
Motori di ricerca - Meta Motori


Webliografia:
http://www.motoridiricerca.it/art14-02.htm



ODP


Nel giugno del 1998 nacque dall'iniziativa di un programmatore californiano, stanco di scorrere centinaia di pagine di risultati per trovare quelli effettivamente rispondenti o di trovarsi di fronte a fastidiose pagine di "404 - URL Not Found", l'Open Directory Project (ODP), la più grande e completa Directory del Web in grado di offrire gratuitamente un servizio di ricerca di qualità, ricco e completo ma continuamente aggiornato, praticamente esente da pagine non trovate.
Venne creata quindi una Directory simile a Yahoo ma basata sull'apporto di un numero illimitato di editori volontari. Infatti, il 5 Giugno 1998 il sito di ODP venne messo online e il 18 Giugno contava 200 editori e 27.000 siti organizzati in 2.000 categorie ma già nell'agosto 2003 furono quasi 4 milioni i siti presenti nella directory, organizzati in oltre 460.000 categorie e con oltre 57.000 editori che se ne prendono cura continuando ad esplorare la rete per mantenere aggiornata la base dati esistente.
A fronte di una crescita a velocità impressionante del Web con migliaia di nuovi siti che si affacciavano sulla Rete ogni giorno, la qualità e la completezza dei grandi Motori di Ricerca e delle Directory non riusciva più a sostenere il carico di milioni di utenti che in tutto il mondo si connettevano ogni istante ad Internet per cercare informazioni, prodotti e servizi.
I Motori di Ricerca che indicizzavano automaticamente le pagine non sempre erano in grado di offrire risultati di ricerca coerenti con le interrogazioni sottoposte, mentre lo staff editoriale retribuito di Yahoo - e quindi necessariamente ridotto - delle directory a carattere commerciale non riusciva più a sostenere il ritmo delle URL sottoposte per l'inserimento.
Per quanto possa essere avanzata, la migliore tecnologia del mondo non può garantire risultati coerenti con le richieste impostate se non è in grado di attingere ad un database che sia allo stesso tempo il più vasto, accurato e aggiornato possibile. I costi e le difficoltà per ottenere e mantenere un prodotto di questo genere sono evidenti, e sono da sempre stati l'ostacolo principale per chiunque operasse nel settore della ricerca e classificazione delle risorse Web.
Open Directory è riuscita a risolvere questo problema grazie ad editori volontari specializzati che continuano ad esplorare la rete ed organizzare i siti in una struttura logica e consistente, descrivendoli uno per uno e recensendone i contenuti, curandone il continuo aggiornamento, e coordinandosi tra loro all'interno di una comunità complessa ed autoregolata al motto di "Humans Do It Better" che restituisce a tutta la comunità online un archivio di siti oggi considerato il più completo e meglio organizzato del Web.
In seguito alla acquisizione di Open Directory Project, Netscape Communication Corporation ha voluto pubblicare il "Social Contract", un impegno formale con la comunità online per quanto riguarda il modo in cui verrà gestita ODP. L'Open Directory divenne una Repubblica autoregolata dove gli esperti possono raccogliere le proprie raccomandazioni senza comprendervi materiale inutile e disinformazione.
Oggi, tutti i maggiori motori di ricerca della Rete ormai utilizzano per i propri Archivi la base dati forniti gratuitamente dall'armata di editori volontari che con il loro apporto redazionale mettono a disposizione di tutti la più completa ed estesa Directory del Web.
Usare i dati ODP significa quindi approfittare di questo vantaggio inestimabile e del fatto che viene offerto gratuitamente, potendo quindi i Motori di Ricerca concentrare i propri sforzi sulle caratteristiche degli algoritmi che presiedono all'analisi delle interrogazioni ed alla restituzione dei risultati di ricerca. Ogni motore di ricerca è unico, pur essendo moltissimi quelli che utilizzano questa stessa base dati, non più per l'estensione e la qualità del proprio archivio ma per il modo con cui l'archivio stesso viene presentato, elaborato e messo a disposizione.
Il Motore di Ricerca per eccellenza, il più utilizzato al mondo ad esempio, ha per "Directory" (raggiungibile da www.google.it, cliccando sul relativo pulsante) proprio quella di ODP, con un aggiornamento che avviene ogni qualvolta viene importato un pacchetto di file in formato Resources Description Framework (RDF) prodotto gratuitamente da ODP due volte alla settimana.
I siti che compaiono tramite il pulsante "Cerca" di Google sono desunti anche da questa Directory e avranno maggiori possibilità di risultare in cima se provengono proprio da ODP. Infatti, l'algoritmo di Google da rilevanza maggiormente ai siti più autorevoli perchè vuole dare un ottimo servizio ai suoi utenti, i siti che hanno contenuti più significativi sono effettivamente quelli recensiti dagli editori ODP . Inoltre i volontari ODP hanno l'obbligo di rispettare dei principi e delle direttive, ciò che li anima non è dettato da scopi di lucro, ma dalla sola passione per il loro "lavoro" e la soddisfazione di dare il loro personale contributo per migliorare il Web. Chi infrange le regole, viene escluso. Infatti, recentemente sono stati istituiti delle apposite interfacce disponibili al pubblico, e attraverso le quali è possibile denunciare degli abusi che verranno esaminati da ODP. L' obiettivo principale degli editori ODP è organizzare ciascuno una piccola porzione del Web per ripresentarla ordinata al resto della popolazione, scartando l'inutile ma conservando ed ordinando solo i contenuti realmente interessanti.
Forniamo alcuni links utili:
www.peyrot.it/odp/, fornisce informazioni utili in lingua italiana agli utilizzatori della directory in generale, ai webmaster che intendono sottoporre un sito o utilizzare i dati ODP sul proprio sito, ed a tutti coloro che desiderano diventare editori ODP.
www.dmoz.org (Il termine "DMOZ" è l'acronimo di "Directory MOZilla" con riferimento al draghetto Mozilla che è il simbolo di ODP)


Webliografia:
http://www.modugno.it/archivio/2004/04/i_motori_di_ric_5.php





Indirizzi e programmi utili


Ecco una lista di link di utility e strumenti per ottimizzare e facilitare le vostre ricerche in rete.

  • KeoTag - Inserite la vostra keyword e il sistema cercherà e la confronterà con i tag presenti su una ventina di siti importanti e servizi di news e bookmarking (elenchi di segnalibri).


  • Metodo SewCom: Le Mappe Concettuali - La corretta strutturazione di un percorso di ricerca con l'ausilio delle mappe concettuali è fondamentale per ottenere un lavoro da professionisti. Questo metodo può aiutare a focalizzare visualmente la ricerca e integrare i risultati nelle strutture cognitive. Qui il PDF.


  • Glossario di organizzazione della conoscenza - Aiutare ad organizzare la conoscenza, dalle biblioteche all’architettura dell’informazione per il Web


  • Banche Dati - Fornite dall'Università degli Studi di Padova, Dipartimento di Matematica Pura ed Applicata.


  • Collezione di Testi Digitali - Guida artigianale e strumento conoscitivo, strumenti gratuito con numerose raccolte digitali.


  • Biblioteche in Rete, Istruzioni per l'uso - Oltre i cataloghi: testi e banche dati, Metarisorse generali e informazioni per bibliotecari.


  • Biblioteche OPAC nel mondo - OPAC sta per Online Public Access Catalogue. Sarebbe un catalogo online accessibile al pubblico. Tecnicamente consiste in una base di dati strutturata, interrogabile mediante un apposito linguaggio. Negli OPAC si trovano le pubblicazioni acquisite da una biblioteca e inserite mediante procedure di catalogazione automatizzata. Gli OPAC consentono di ricercare le informazioni in tutti i campi del record bibliografico e sfruttano al massimo la tecnologia ipertestuale. Opac Italiani.


  • Copernic Agent Basic - Link per il Download del software più famoso per ricerche online: esegue le ricerche su più motori contemporaneamente in modo da avere una lista di risultati più completa. Tra i motori di ricerca utilizzati: AltaVista, Arianna, Copernic, FAST Search (alltheweb.com), Lycos, MIVA, MSN.it, TiscaliNet, ASK.com e Virgilio.


  • Smart Cluster - Strumento che tenta facilita il processo di raffinamento delle keyword. Esegue una normale ricerche su Google e altri motori di ricerca analizzando i risultati in tempo reale e organizzati in cluster la cui label restituisce terminologie attinenti alla query, in base a quello che esiste in rete. Propone, inoltre, delle keyword per raffinare la ricerca. Funziona solo con browser Microsoft.


  • Scirus - Motore di ricerca con il quale è possibile ricercare full-text di pubblicazioni presenti nel web indicizzate dalle principali banche dati tra cui l’agenzia dei brevetti americana.
    La ricerca può avvenire sia a un livello base nel quale basta semplicemente dicitare il concetto chiave o a un livello avanzato attraverso cui si possono aggiungere altri parametri quali la data, la banca dati specifica o la tipologia del testo da ricercare (conferenza, libro, articolo, brevetto, tesi o dissertazione etc.).
    Per maggiori informazioni sulle potenzialità di Scirus si può leggere articolo pubblicato sull’ultimo numero di ISTL . Fonte: http://bibliosobrero.wordpress.com/


  • Eurlex - Banca dati giuridica che offre un accesso diretto e gratuito al diritto dell’Unione europea. Consultazione della Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.


  • Archivio OpenAccess - archivio disciplinare per matematica, fisica, informatica e biologia quantitativa.


  • IUS Impresa - E' un osservatorio bibliografico che consente la ricerca plurilingua per reperire estremi di Diritto dell'Economia. Da qui è possibile individuare gli articoli, note a sentenza e monografie, di carattere civilistico, commerciale, fallimentare, tributario e penale, edita su riviste e monografie.


Webliografia:
http://infobroker-lecce.blogspot.com


Approfondimenti:



Chiesti 100.000 euro per ciascuna infrazione scopertaEditore francese fa causa contro GoogleL'accusa: aver immagazzinato nella propria banca dati e poi diffuso on line brani di libri senza autorizzazione

PARIGI - Parte dalla Francia un vero e proprio attacco al cuore del motore di ricerca più importante del Web. Un gruppo editoriale francese, La Martiniere, ha avviato una azione legale, la prima del genere in questo Paese, contro Google per aver immagazzinato nella propria banca dati e poi diffuso on line brani di libri senza la sua autorizzazione.100MILA EURO PER OGNI INFRAZIONE - La società francese accusa Google (la filiale francese e la casa madre Usa) di «contraffazione e attentato ai diritti della proprietà intellettuale» in relazione ad un centinaio di propri titoli. La richiesta di risarcimento, come ha spiegato Yann Colin, avvocato di La Martiniere, è di «100.000 euro per ciascuna infrazione scoperta e per ciascun giorno di ritardo» nella rimozione dei testi. La Martiniere intende così difendere gli interessi delle sue tre case editrici, la francese Le Seuil, la svizzera Delachaux et Niestle e la statunitense Abrams. Cause analoghe sono in corso negli Usa e in Germania.I LIBRI SU GOOGLE - Quello di Google è un'operazione in grande scala, avviata nel 2005: immagazzinare milioni di libri e diffonderli in rete ad uso e consumo dei propri utenti. Un progetto criticato e denunciato più volte anche dal sindacato nazionale degli editori francese, che riunisce 400 case editoriali. Google, dal canto suo, si sarebbe impegnata a ritirare dalla propria «biblioteca virtuale» i libri di quelle case editrici che manifestino la loro contrarietà. Ma la causa intentata in Francia, come pure quelle «gemelle» in Germania e Usa, è destinata a riaccedere il dibattito e le polemiche sulle «biblioteche virtuali» gratuite on line e sul copyright

Ancora novità da Mountain ViewL'affondo di Google su ExcelLa società di Brin e Page rilascerà un suo foglio elettronico online

STATI UNITI – Il motore di ricerca più popolare della rete lancia a sorpresa l'ennesima sfida al colosso del software Microsoft, mirando direttamente al core business della società di Bill Gates.CALCOLI ONLINE – Google ha infatti annunciato che proprio nella giornata odierna renderà disponibile un nuovo servizio online (nell'immancabile versione beta) che permetterà agli utenti della grande G di realizzare fogli di calcolo. Battezzata Google Spreadsheet, l'applicazione messa a punto nei laboratori di Mountain View entrerà in diretta concorrenza con Excel, ma a differenza del prodotto di casa Microsoft potrà essere utilizzata direttamente via web, senza dover effettuare alcuna installazione. Attraverso i fogli di calcolo web-based sarà possibile importare ed esportare file nello stesso formato utilizzato appunto da Excel, e quindi inserire, visualizzare e condividere dati online. Come spiegato ieri dalla stessa Google, il programma consentirà a un numero massimo di 10 persone di lavorare contemporaneamente allo stesso documento, e gli utenti potranno confrontarsi e consultarsi usando simultaneamente l'ormai collaudato Google messenger. A differenza di Excel, però, il nuovo prodotto non sarà in grado di elaborare i dati in grafici. Ovviamente Spreadsheet sarà utilizzabile da tutti i titolari di un account Google, ma per il momento sarà accessibile solo da parte di un numero limitato di persone.SEMPRE PIÙ AMBIZIOSO – Il servizio Spreadsheet rappresenta solo l'ultimo dei passi compiuti da Google con l'esplicito intento di allargare il proprio dominio in rete e creare il proprio personalissimo universo dedicato al mondo del computing. La mossa precedente – datata marzo 2006 – è stata l'acquisizione di Upstartle, una piccola società della Silicon Valley proprietaria di Writely, applicativo di word-processing basato sul web.Alessandra Carboni06 giugno 2006.



LE REGOLE PER LA RICERCA


  • SCELTA DELLA LINGUA: Internet è una rete mondiale, quindi si possono trovare argomenti trattati in moltissime lingue diverse, ma se si conosce già una lingua in più oltre quella madre le possibilità di soddisfare la propria ricerca saranno più alte. Nel nostro caso prendiamo in considerazione due ipotesi: 1) si conosce solo l’italiano: prima di provare motori di ricerca internazionali, è il caso di iniziare con motori che indicizzano soltanto pagine con contenuto in italiano, anche perché ‘Zompo Lo Schioppo’ si trova in Italia e sicuramente, conoscendo solo l’italiano, sono i più facili da utilizzare; solo in seguito si può provare a ricercare con motori che indicizzano pagine di lingue diverse inserendo in essi la chiave in italiano: si potrebbe essere anche fortunati. 2) si conosce italiano e inglese: è valido tutto ciò detto per la prima ipotesi, ma il vantaggio sta nel fatto che la chiave della ricerca oltre che in italiano può essere inserita nei motori internazionali anche in lingua inglese. Il risultato potrebbe essere quello di ottenere l’informazione ricercata anche in lingua inglese oppure esclusivamente in lingua inglese, poiché in italiano non esiste (non nel caso nostro però).
Si può concludere che le capacità linguistiche dell’utente influenzano molto i risultati delle sue ricerche. Tornando al termine della nostra ricerca, sarà conveniente visto che Zompo Lo Schioppo (riserva naturale) è un termine in italiano provare prima di tutto un motore che parla l’italiano: è certamente la cosa più logica da fare.
  • CARATTERISTICHE DELL’ARGOMENTO DA RICERCARE: il motore di ricerca nella stragrande maggioranza dei casi classifica nel suo database i siti indicizzati, in base a determinate caratteristiche. Queste caratteristiche possono essere svariate: la lingua, l’argomento, il target utenti del sito ecc… Chi ricerca informazioni deve focalizzare la ricerca per evitare che chiavi generiche possano filtrare le pagine del database del motore in modo inefficiente.
Se ad esempio scrivessimo come termine di ricerca solo ‘Sport’ si potrebbero ottenere risultati che possono riguardare tutte le pagine dove è inserito il termine ‘Sport’, anche quelle che non hanno a che fare in maniera determinante con questo argomento. E’ necessario quindi affiancare al termine ‘Sport’ altri termini, ad esempio ‘Sport+calcio+lazio"; in questo caso il motore restituirà pagine più coerenti con l’argomento che si deve ricercare. Come comportarsi con Zompo Lo Schioppo (riserva naturale)? Le soluzioni sono diverse: una valida soluzione potrebbe essere quella di rivolgersi ad un portale che tratti argomenti naturalistici oppure, esaminando le caratteristiche dell’argomento, si potrebbero inserire diverse tipologie di termini di ricerca.






LE DIRECTORY

Nell'ambito dei file system gerarchici, una directory è una specifica entità del file system che elenca altre entità, tipicamente file e altre directory, e che permette di organizzarle in una struttura ad albero. Un tipico file system può contenere anche decine di migliaia di file: le directory consentono di suddividerli in gruppi più piccoli, tenendoli ordinati e facilitandone l'uso da parte degli utenti ed dei programmi. Ogni entità del file system diventa individuabile tramite un pathname, ovvero un nome qualificato dai nomi delle directory che occorre attraversare per accedervi, a partire dalla radice dell'albero oppure dalla directory corrente.
Una directory elencata in un altra directory è anche detta subdirectory, mentre quella che la elenca è la sua directory superiore (o directory di livello superiore). Il termine della lingua inglese directory ha tra i suoi significati quelli di elenco nominativo, guida e indice ed il termine telephone directory indica l'elenco telefonico: analogamente a quanto avviene per un elenco telefonico, che associa dei nomi a dei numeri telefonici, una directory associa dei nomi alle strutture dati nel file system che rappresentano il contenuto dei file e delle altre directory, in modo da potervi fare riferimento per nome; ciò è particolarmente evidente nei sistemi Unix nel momento in cui si vuole ad esempio modificare il nome di un file, operazione per la quale è necessario disporre dei permessi di scrittura sulla directory che lo elenca piuttosto che sul file stesso. Da un punto di vista implementativo una directory consiste in una serie di collegamenti fisici (in alcuni file system, come ad esempio FAT, le directory specificano anche i metadati delle entità a cui fanno riferimento, quali ad esempio la data di ultima modifica e permessi d'accesso); ogni collegamento fisico elencato è caratterizzato da un nome univoco nell'ambito della stessa directory: ciò implica anche che una directory non possa elencare più nomi identici tra di loro, tuttavia directory diverse possono contenere nomi identici. I sistemi operativi generalmente impediscono di creare più collegamenti fisici alla stessa directory, in modo che ogni directory abbia una ed una sola directory superiore, ed anche per evitare che si possa includere una parte della gerarchia di directory all'interno di sé stessa, cosa che creerebbe problemi ai programmi che esaminano ricorsivamente il contenuto del file system (come ad esempio i programmi che ricercano file o quelli che effettuano il backup). Storicamente, ed anche in alcune periferiche integrate moderne, i file system non offrivano supporto per le directory ma avevano una struttura piatta, con un solo un gruppo alla radice che elencava tutti i file (come ad esempio nel caso dei sistemi CP



/M e dei sistemi MS-DOS precedenti la versione 2.0). I file system con pieno supporto gerarchico, già dettagliati nella progettazione di Multics, divennero popolari con UNIX.





Rappresentazione delle directory

Interfacce testuali

Nelle interfacce testuali, come ad esempio quella dei sistemi MS-DOS o delle shell testuali dei sistemi Unix e Unix-like, una directory è presentata in forma un elenco di nomi di file e di subdirectory, visualizzato in risposta all'esecuzione di determinati comandi (ad es. dir o Is).
Tra i nomi elencati ve ne sono tipicamente due particolari: . che rappresenta la directory corrente e .. che rappresenta la directory superiore.

Interfacce grafiche

La gestione delle directory da parte dei sistemi operativi è tale per cui esse figurano agli utenti come dei contenitori di file e di altre directory, pur specificandone in realtà solo i nomi ed i riferimenti ad essi. Su questo comportamento si basano anche le metafore usate nelle interfacce grafiche per rappresentare le directory ed altri tipi di elenchi di file, che sono ad esempio:

  • la cartella per documenti (in inglese, folder), usata nei sistemi Mac Os e Microsoft Windows, ed anche nei Desktop environment CDE, GNOME, KDE e Xfce
  • il cassetto (in inglese, drawer), usato ad esempio in AmigaOS.
Queste metafore tuttavia non si limitano a rappresentare directory, benché sia il caso prevalente: a seconda dell'interfaccia grafica in uso vi possono essere anche cartelle virtuali che rappresentano ad esempio il risultato di una ricerca eseguita in tempo reale, o il contenuto di un file di archivio (ad esempio un file ZIP o TAR) o di un immagini disco, ed alle quali non corrisponde una directory nel file system.







SERVIZIO DI DIRECTORY


Un Servizio di directory è un programma o un insieme di programmi che provvedono ad organizzare e memorizzare informazioni su reti di computer e su risorse condivise disponibili tramite la rete. Il servizio di directory fornisce anche un controllo degli accessi sull'utilizzo delle risorse condivise in modo da favorire il lavoro dell'amministratore di sistema. I servizi di directory forniscono uno strato di astrazione tra le risorse e gli utenti.
Si parla direttamente di directory riferendosi alla struttura di dati ordinata dove viene immagazzinata dell'informazione.





Differenze con i database relazionali

Una directory è spesso erroneamente considerata un database. In realtà si tratta di un tipo di database molto particolare, un database specializzato, che ha caratteristiche differenti dai tradizionali database relazionali. Per prima cosa una directory per sua stessa natura riceve quasi esclusivamente accessi in lettura; la fase di scrittura è limitata agli amministratori di sistema o ai proprietari delle singole informazioni. Per questo motivo, le directory sono ottimizzate per la lettura, mentre i tradizionali database relazionali devono supportare sia la lettura sia la scrittura dei dati (ad esempio in un sistema di prenotazioni aeree o in applicazioni bancarie). Ne consegue che le directory non sono adatte per immagazzinare informazioni aggiornate di frequente. Ad esempio, il numero di processi in coda in fase di stampa non va memorizzato in una directory, visto che per offrire una dato accurato il numero deve essere aggiornato continuamente. La directory può invece contenere l’indirizzo di una stampante remota che è inserita nel processo di stampa; una volta trovata la stampante con una ricerca nella directory, si può ottenere poi il numero di processi in attesa. L’informazione nella directory (indirizzo della stampante) è statica, mentre il numero richiesto è dinamico e quindi non adatto per stare in una directory.
Un’altra differenza tra directory e database relazionali è che la maggior parte delle implementazioni di directory non supporta le transazioni. Sono comunque supportate nel LDAP, anche se sono limitate a transazioni tra directory LDAP e non includono altre transazioni, come operazioni tra database. Le transazioni sono operazioni atomiche, cioè che devono essere eseguite interamente o non eseguite per niente, come ad esempio avviene per le operazioni bancarie di trasferimento di denaro. I tradizionali database relazionali di solito supportano queste transazioni, che però complicano la loro implementazione.
Un’altra importante differenza sta nel metodo di accesso alle informazioni. La maggior parte dei database relazionali supporta un metodo d’accesso potente e standardizzato che è SQL. SQL permette aggiornamenti e interrogazioni elaborati a discapito delle dimensioni del programma e della complessità dell’applicazione. Le directory invece, in particolare le directory LDAP, usano un protocollo di accesso semplificato e ottimizzato che può essere usato in applicazioni snelle e relativamente semplici. Visto che le directory non hanno l’intento di fornire lo stesso numero di funzioni di un tradizionale database relazionale, possono essere ottimizzate per consentire a più applicazioni di accedere ai dati in grandi sistemi distribuiti nel modo più rapido possibile.





Directory client e server

L’accesso alle directory di solito utilizza il modello di comunicazione client/server. Un’applicazione che vuole leggere o scrivere informazioni in una directory non vi accede direttamente, ma invoca una funzione o un’interfaccia (API, application programming interface) che genera l’invio di un messaggio ad un altro processo. Questo secondo processo accede alle informazioni della directory per conto dell’applicazione che ne ha fatto richiesta via TCP/IP. La porta TCP/IP di default è 636 per le comunicazioni sicure crittografate e 389 per le comunicazioni non crittografate. Il risultato dell’operazione di lettura o di scrittura è restituito quindi all’applicazione. Una richiesta è di solito fatta dal directory client, e il processo che cerca l’informazione nella directory è chiamato directory server. In generale, i server forniscono un servizio specifico ai client. Qualche volta un server può diventare un client di altri server, per ottenere le informazioni necessarie per soddisfare la richiesta. Client e server possono risiedere o meno sulla stessa macchina. Un server può soddisfare diversi client; più server possono eseguire richieste in parallelo. Si possono avere anche code di processi quando i server sono occupati mentre stanno eseguendo un’altra richiesta. Un API definisce l’interfaccia di programmazione che un particolare linguaggio usa per accedere ad un servizio. Il formato e il contenuto dei messaggi scambiati tra client e server deve rispettare un protocollo concordato, come LDAP.





Tipi di directory

Una directory può essere locale o globale, a seconda se si tratti di un area limitata o estesa all’universo di interesse, che può essere un’azienda, una nazione o tutto il mondo. I client che accedono ad una directory possono essere locali o remoti. I client locali si trovano nello stesso edificio, o comunque possono accedere alla stessa LAN. I client remoti possono invece trovarsi in qualsiasi punto del pianeta.
Una directory inoltre può essere centralizzata o distribuita, a seconda che si tratti di un server in un solo posto o di più server sparsi. Quando una directory è distribuita, le informazioni contenute possono essere partizionate o replicate. Quando l’informazione è partizionata, ogni directory server contiene una parte di informazione unica e non sovrapponibile. Cioè ogni entry della directory è contenuta in uno e un solo server. Una delle tecniche di partizione è quella di usare riferimenti LDAP; questi permettono agli utenti di rivolgere le richieste LDAP a server differenti. Quando l’informazione è replicata, la stessa entry è contenuta in più server. In una directory distribuita ci possono essere informazioni partizionate e replicate insieme. La distribuzione dei directory server e la modalità in cui i dati sono partizionati o replicati determina il livello di prestazione e di disponibilità della directory.



Webliografia:
www.corriere.it


Attenzione ai siti web PERICOLOSI !!!


McAfee* ha analizzato e classificato 265 domini top-level. In generale, il 4.1% dei siti valutati sono classificati rischiosi
La mappa dei siti web più pericolosi

McAfee, una delle principali aziende che producono tecnologie di sicurezza per sistemi e reti in tutto il mondo, ha reso noti i risultati di uno studio che crea una mappa globale dei luoghi più pericolosi e più sicuri in cui navigare ed effettuare ricerche su internet. L'azienda ha analizzato e classificato 265 domini top-level, come per esempio il Giappone (.jp), l'Italia (.it) e quello commerciale (.com), basandosi sui test di McAfee sulla sicurezza del web da spyware, spam, exploit e truffe.

Il rapporto "Mapping the Mal Web," ha rilevato a sorpresa enormi differenze nella sicurezza da un dominio all'altro. Questo ritratto a livello globale valuta che ogni mese, gli utenti Internet facciano oltre 550 milioni di click diretti verso siti web pericolosi e che perfino domini relativamente sicuri come la Germania (.de) o l'Inghilterra (.uk) comprendono milioni di click rischiosi.

"Con questo rapporto, McAfee ha creato una vera e propria guida ai domini di alto livello più pericolosi del web" ha affermato Mark Maxwell, senior product manager, McAfee. "Quando si parla di sicurezza - ha aggiunto - appare chiaro che il web non è molto differente dal mondo fisico. Ci sono quartieri sicuri e domini web sicuri, e ci sono luoghi dove è meglio non addentrarsi". Alcuni fra i principali risultati dello studio indicano che il fattore di rischio nei domini top-level spazia da un basso 0.1% della Finlandia (.fi) fino all'elevato 10.1% per la piccola isola di Tokelau (.tk).

In generale, il 4.1% dei siti valutati sono classificati rischiosi. Alcune attività via web, come la registrazione presso un sito o il download di un file, sono significativamente più rischiosi quando effettuate presso determinati domini. Per esempio, dare un indirizzo e-mail a un qualsiasi dominio .info dà luogo al 73.2% di probabilità di ricevere spamming via e-mail.

I più pericolosi dei domini di grandi nazioni sono la Romania (.ro, 5.6% di siti pericolosi) e la Russia (.ru, 4.5% di siti pericolosi). Tre dei cinque domini di nazioni meno pericolosi sono nei paesi scandinavi: Finlandia (0.10%), Norvegia (.no, 0.16%) e Svezia (.se, 0.21%). Islanda (.is, 0.19%) e Ireland (.ie, 0.11%) sono al di fuori dei cinque domini di paesi meno pericolosi.

Infine, anche se il dominio .com è solo in quinto nella classifica dei domini più pericolosi, la sua grande popolarità amplifica notevolmente l'impatto sul rischio nella ricerca e nella navigazione. L'86.6% di click su siti catalogati ad alto rischio approda su siti .com.
*Mcafee è un'azienda che si occupa di sicurezza informatica che ha sede in Santa Clara,California.


Webliografia:
http://www.comma3.com/focus/51/la-mappa-dei-siti-web-piu-pericolosi.html


MAPPE CONCETTUALI PER LA RICERCA DI INFORMAZIONI IN INTERNET
Uno strumento metacognitivo per sviluppare le abilità di ricerca e di costruzione di conoscenza

Corrado Petrucco

conrad@cidoc.iuav.it

1. L'entropia informativa e la necessità di una "Information Literacy"
Il sovraccarico informativo
Internet con la sua enorme mole di informazione disponibili pone dei pressanti problemi sulle strategie di ricerca e sulla qualità dei documenti recuperati dalla rete: si parla di information overload, ovvero di sovraccarico informativo. Da un recente studio emerge che i bambini e i ragazzi, che sono comunemente considerati molto più ricettivi degli adulti alle nuove interfacce della tecnologia, non sono immuni a questo genere di sindrome, anzi, più sono piccoli più l’impatto con il flusso informativo genera disagio e frustrazione. Da una recente indagine italiana risulta che l’attività più frequente che i docenti svolgono assieme agli studenti quando utilizzano Internet a scuola sia proprio la ricerca di informazioni (1). Si può ritenere perciò che nei prossimi anni sarà necessario aiutare gli studenti a sviluppare quelleabilità di ricerca in rete che permetteranno agli studenti di selezionare le informazioni e di strutturarle in aggregati significativi di conoscenza, ampliando in questo l'approccio costruttivistico. Gli anglosassoni hanno da tempo coniato un termine per definire quell’insieme di abilità richieste dall’utilizzo delle nuove tecnologie dell’informazione: l’information literacy.

Proposte di strategie cognitive per la ricerca informativa
Alcuni studi sulle abilità cognitive e metacognitive coinvolte nei diversi momenti della ricerca dell’informazione riportano delle costanti nei processi cognitivi. Esistono a questo proposito anche delle vere e proprie tassonomie specifiche come ad esempio quella di Eisenberg e Berkowitz [1]. In questi approcci l’utente è guidato alla soluzione dei suoi bisogni informativi attraverso una serie di passi che dovrebbero garantire una riflessione metacognitive adeguata in relazione agli obbiettivi che si è proposto.

Problemi cognitivi nella ricerca in Internet
Sembra accertato che vi sia una forte correlazione fra gli stili cognitivi di ciascun utente e le strategie di ricerca sui data-base on-line e che la stessa relazione si possa verificare anche nella ricerca in Internet. Come abbiamo già accennato sono gli studenti (soprattutto quelli attorno ai 10-11 anni di età) che pur riuscendo ad interagire con le interfacce utente, hanno dei seri problemi nel trovare informazioni effettivamente pertinenti e nel selezionarla nella massa disorganizzata di risultati recuperati. Questa difficoltà si rispecchia poi nel comportamento relativo alla formulazione delle interrogazioni.

Mappe concettuali come strumento di riflessione metacognitiva
L'eccesso di documenti con cui ci si trova a che fare utilizzando strumenti come i motori di ricerca, di solito dipende dalla mancata formulazione metacognitiva delle esigenze informative. A questo proposito, le mappe concettuali sono considerate un efficace strumento metacognitivo. Esse appartengono alla categoria dei "visual organizer" che si sono dimostrate utili per rappresentare, condividere e manipolare la conoscenza.

Le mappe concettuali possono ridurre i tempi di ricerca
Da evidenze empiriche abbiamo verificato che in media il 95% del tempo viene perso nel cercare tra i link ed i documenti trovati e meno del 5% nel pianificare e scegliere le parole chiave da inserire nei motori. Questo vuol dire che in una ricerca considerata soddisfacente, della durata media totale di 15 minuti, non riflettono neanche 1 minuto sulla scelta delle parole-chiave da usare. L'assunto su cui si è basata la presente sperimentazione è che l'utente dovrebbe dedicare invece la maggior parte del tempo alla pianificazione della ricerca per migliorarne l'efficacia, diminuendo così il tempo complessivo dedicato all'operazione

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Figura 1. Tempo dedicato alla pianificazione delle ricerche con e senza strumenti metacognitivi

L'importanza di un lessico di riferimento esplicitato dalle mappe concettuali
Spiegare, infatti, cosa si vuole cercare, equivale a fare delle parafrasi di un concetto sul quale ancora non si dispone di un lessico adeguato. Lo sforzo di costruire un’adeguata competenza lessicale permette di stimolare inferenze sui contesti d'uso e di focalizzare e di rifinire di volta in volta la rete lessicale di connessioni semantiche che legano tra loro le parole di un certo dominio di conoscenza. Il lessico quindi va adeguatamente inserito in strutture cognitive di cui gli studenti devono impadronirsi. Queste strutture sono in sostanza una metafora dell’organizzazione dei concetti nella nostra memoria semantica e trovano nelle mappe concettuali un’efficace rappresentazione metaforica.

http://wwwcsi.unian.it/educa/mappeconc/petrucc.html
Claudia Albrizio LI/01635